STAND WITH BELARUS: PRIGIONIERI POLITICI DELLA SETTIMANA

Katsiaryna Andreyeva, 27 anni, giornalista

Katsiaryna Andreyeva è una giornalista 27enne della testata indipendente “Belsat”. È stata arrestata il 15 novembre 2020 per aver trasmesso in diretta la violenta repressione dei manifestanti da parte della polizia in “Piazza dei Cambiamenti”. Inizialmente è stata condannata a 7 giorni di fermo amministrativo, al termine dei quali non è stata rilasciata. Katsiaryna e la sua collega, anche lei giornalista di Belsat, Darya Chultsova, sono state accusate di organizzazione o partecipazione a eventi di gruppo che violano gravemente l’ordine pubblico ai sensi dell’Art. 342 del Codice Penale. Il 18 febbraio 2021, Katsiaryna è stata condannata a 2 anni di reclusione e mandata in una colonia penale a regime ordinario. Katsiaryna è una vera giornalista di strada ed è famosa per le sue dirette. Grande appassionata di lingue, ha deciso di abbandonare l’università e partire per un’esperienza di volontariato in Spagna. Per rientrare ha usato la piattaforma BlaBlaCar e ha attraversato 10 Paesi. È stato proprio durante questo viaggio che Katsiaryna ha avuto l’idea di avventurarsi nel mondo giornalismo. Nonostante la sua giovane età, ha firmato diverse inchieste importanti ed ha persino scritto un libro.

Andrei Papou, 24 anni, artista e piegatore di metalli

Andrei Papou è stato arrestato per la prima volta il 9 agosto 2020, al ritorno dall’ospedale, dove si era recato per medicare le ferite causate da un proiettile di gomma e dalle schegge di una granata stordente durante un’azione di protesta pacifica. Ha trascorso tre giorni in un centro di detenzione temporanea, al termine dei quali è stato rilasciato. Tuttavia, è stato arrestato nuovamente il 1 settembre con l’accusa di “partecipazione a disordini di massa” ai sensi dell’art. 293 del Codice Penale. Il 16 febbraio 2021 è stato condannato a 5 anni di reclusione in una colonia penale di massima sicurezza.  Andrei ha frequentato la Business School di Minsk ed è un manager. Ciononostante, non ha svolto per molto tempo questa professione, a causa della sua passione per i lavori manuali: prima della detenzione, infatti, lavorava come piegatore di metalli. Contemporaneamente, studiava anche grafica digitale, che è diventata il suo hobby principale. Inoltre, ha assistito in diverse occasioni suo padre nell’organizzazione della mostra d’arte dal titolo “Sono Monet. Sono Shishkin. Sono Malevich”. Andrei è una persona particolarmente creativa e ha inviato diversi disegni dal carcere. I suoi genitori affermano di essere orgogliosi del proprio figlio e di sostenerlo, poiché sanno che non è né un teppista né un estremista, ma un uomo che consapevolmente ha solo voluto esprimere la propria posizione.