STAND WITH BELARUS: PRIGIONIERI POLITICI DELLA SETTIMANA

Darya Chultsova, 24 anni, giornalista

La dispersione dei manifestanti da parte della polizia, avvenuta domenica 15 novembre nella “Piazza dei Cambiamenti”, è stata una delle più violente. Quel giorno, sono state arrestate tutte le persone che si trovavano al memoriale di Roman Bondarenko (l’attivista picchiato a morte dalla polizia). Le persone che sono riuscite a scappare e a nascondersi nei palazzi del quartiere, hanno passato la notte intera senza poter tornare a casa, a causa dei controlli della polizia. Quel giorno, sono state arrestate anche due giornaliste della testata indipendente “Belsat” che stavano cercando solo di fare il proprio lavoro. Una di queste è Darya, una ragazza che all’epoca dei fatti aveva 23 anni. Il 18 febbraio 2021 Darya è stata condannata a due anni di carcere per “organizzazione e preparazione di azioni che violano gravemente l’ordine pubblico” (art. 342 comma 1 del Codice Penale). L’avvocato delle giornaliste, Sergey Zikratsky, commenta così: “Questa condanna è assurda e infondata, come lo sono tutte le condanne e come lo è la persecuzione nei confronti dei cittadini che partecipavano alle manifestazioni pacifiche dal 9 agosto 2020 in poi. In questo caso specifico, l’assurdità della situazione sta nel fatto che le giornaliste stavano semplicemente descrivendo quello che stava succedendo per strada. Il giudice ha considerato come criminali alcuni passaggi di una diretta in cui si descrivevano i fatti in una maniera neutrale e oggettiva. Il diritto ad informare e di essere informati, il diritto dei cittadini a esprimere la propria opinione mediante la protesta pacifica sono gravemente calpestati. Presenteremo sicuramente ricorso e continueremo a difendere i nostri diritti finché sarà possibile”.

Yauhen Dzmitryey, 27 anni, ex vigile del fuoco

Yauhen è stato arrestato il 4 ottobre 2020, dopo la “Marcia per la liberazione dei prigionieri politici”, vicino a casa sua, a Minsk. Presumibilmente, lo stavano pedinando dopo la manifestazione. È stato accusato ai sensi dell’art. 342 del Codice Penale di organizzazione o partecipazione ad eventi di gruppo che violano gravemente l’ordine pubblico. Yauhen è sposato da sette anni e da cinque anni lavorava come vigile del fuoco, rischiando la vita per mettersi al servizio di chi ne aveva bisogno. Proprio per questa sua vocazione, non poteva non partecipare alle manifestazioni pacifiche della domenica, come tutte le altre persone non indifferenti alla sorte della Bielorussia. Tuttavia, solo per aver espresso la propria posizione politica è stato condannato a due anni di carcere.