SCHIAVITÙ IN MAURITANIA: APPELLO PER LA LIBERAZIONE DEL LEADER ABOLIZIONISTA BIRAM DAH ABEID

Roma, 9 agosto 2018 – La Federazione Italiana Diritti Umani ha appreso con preoccupazione dell’arresto a Nouakchott, capitale della Mauritania, di Biram Dah Abeid, presidente della Iniziativa per la Rinascita dell’Abolizionismo della schiavitù. La piaga della schiavitù è infatti ancora diffusa nel Paese, dove le leggi che teoricamente la vietano non sono mai state applicate e la popolazione nera è considerata tradizionalmente schiava per nascita dalla classe dominante arabo-berbera.
Biram, noto a livello mondiale e premiato dalle Nazioni Unite per le sue iniziative nonviolente contro la schiavitù, ha visitato più volte l’Italia per perorare la causa dell’abolizione. Durante uno dei suoi periodi di detenzione, nel 2010, fu visitato in carcere in Mauritania da Marco Pannella, che ne ottenne la liberazione. Quest’ultimo arresto sembra essere motivato dal fatto che il movimento di Biram Dah Abeid potrebbe ottenere un vasto consenso alle elezioni parlamentari in settembre e lui stesso vincere le elezioni presidenziali previste nel 2019, ponendo fine al regime del presidente Mohamed Ould Abdel Aziz (già autore di un colpo di Stato e al potere da dieci anni).
Secondo il Presidente della FIDU, Antonio Stango, “non è un caso che la persecuzione politica di Biram, che conduce da molti anni con coraggio e determinazione una lotta nonviolenta contro una delle violazioni più gravi e sistematiche dei diritti umani, si inasprisca ora, proprio nel momento in cui si svolgono le procedure di presentazione delle candidature per le elezioni politiche. La schiavitù è un crimine contro l’umanità e la repressione del movimento abolizionista attuata di fatto dal regime al potere è inaccettabile per la comunità internazionale”.
La FIDU chiede al governo italiano, alle istituzioni dell’Unione Europea e a tutte le forze politiche democratiche di esercitare le opportune pressioni sul governo di Nouakchott per il rilascio rapido e incondizionato di Biram Dah Abeid e perché le elezioni si svolgano in un clima di trasparenza e pari opportunità per i candidati.

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