Moldova: il caso dell’avvocato Ana Ursachi

GRAVI VIOLAZIONI DELLO STATO DI DIRITTO, NONOSTANTE L’ACCORDO DI ASSOCIAZIONE CON L’UE.

La situazione dei diritti umani in Moldova, e in particolare il giro di vite contro attivisti della società civile, giudici e avvocati indipendenti nel Paese è motivo di seria preoccupazione per la Federazione Italiana Diritti Umani. Esemplare è il caso della signora Ana Ursachi, avvocato e attivista per i diritti civili moldava, vittima di persecuzione politica nel suo Paese e oggetto di numerosi appelli da parte di ONG [1] e istituzioni internazionali.
La signora Ana Ursachi [2] ha attirato l’attenzione internazionale poco dopo l’apertura di una causa penale intrapresa contro di lei per motivi politici nell’ottobre 2016. La signora Ursachi era impegnata nella difesa volontaria di alcuni oppositori politici e critici di Vladimir Plahotniuc, oligarca e influente politico moldavo che notoriamente fa un uso illegittimo del potere giudiziario, degli organi esecutivi e dei media per perseguire avvocati e giudici indipendenti. Ha inoltre preso parte, in qualità di avvocato difensore, a processi penali particolarmente delicati e riconducibili alla corruzione di funzionari pubblici, nonché al caso riguardante il signor Sergiu Cibotari [3], ex dipendente delle Poste Moldave e attivista politico nelle file dell’opposizione, che aveva denunciato il coinvolgimento della famiglia Plahotniuc nel traffico di droga attraverso le Poste Moldave stesse.
Particolarmente grave è il fatto che la signora Ursachi è oggetto di false accuse di coinvolgimento in un omicidio verificatosi 19 anni fa, nonostante sia stata precedentemente provata la sua completa estraneità al caso. La reiterazione della medesima procedura penale costituisce una violazione del Codice di Procedura Penale Moldavo (secondo il principio fondamentale del “non bis in idem”), mentre il termine per la riapertura del caso era già scaduto nel 2012; ma il Tribunale di Rascani ha ammesso la legittimità del procedimento il 4 ottobre 2017. La Procura Generale ha inoltre sollevato nuove accuse di “abuso di potere” (relative presumibilmente al 2012) contro di lei. Di conseguenza, l’avvocato Ursachi è stata costretta a lasciare il Paese.
Il 29 marzo 2018 il giudice del Tribunale distrettuale di Chisinau, Nicolae Corcea, ha validato la richiesta di arresto della Procura nei suoi confronti. L’udienza si è svolta in mancanza degli avvocati da lei scelti, Iulian Rusanovschi e Eduard Rudenco, i quali sono stati sostituiti da Mihail Lebedinschi, avvocato d’ufficio: tale decisione è stata adottata in violazione dei diritti della difesa. Secondo Ana Ursachi, il suo nome è stato incluso nella lista degli “avvisi rossi” dell’INTERPOL e lei rischia l’arresto in qualsiasi momento [4].
In difesa della signora Ursachi sono state rilasciate dichiarazioni dal Parlamento Europeo, dalle Assemblee Parlamentari del Consiglio d’Europa e dell’OCSE e da Stati membri dell’UE.
La Federazione Italiana Diritti Umani condanna questa persecuzione nei confronti della signora Ursachi, nonché l’illegittimo utilizzo del sistema giudiziario moldavo per fini politici, e invita l’Unione Europea a richiamare la Moldova al rispetto delle condizioni dell’Accordo di Associazione con l’UE stessa: tra queste, ricordiamo il rispetto dei diritti umani e dello Stato di diritto, l’apertura di indagini su gravi casi di frode bancaria e la depoliticizzazione delle istituzioni e dei media.

[1] https://www.amnesty.org/en/latest/research/2018/02/annual-report-201718/
[2] http://en.odfoundation.eu/a/7992,moldova-prosecution-of-consuel-ana-ursachi
[3] http://en.odfoundation.eu/a/8188,the-captured-state-politically-motivated-prosecution-in-moldova-and-usurpation-of-power-by-vladimir-plahotniuc
[4] http://en.odfoundation.eu/a/8604,moldova-in-violation-of-the-right-to-defence-court-issued-an-order-to-arrest-counsel-ana-ursachi

 

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